Ed eccomi allora qui a raccontare un po' questa Oetztaler.
Sono partito venerdì, la gamba era davvero super e gli ultimi massacranti allenamenti mi avevano dato grandissima sicurezza nelle mie possibilità. In più ero sicuro che ci sarebbe stato tempo buono e quindi avevo iniziato a fare qualche pensiero "bellicoso"...

Così arrivo a Solden alle 11, mi sistemo in albergo e dopo pranzo vado a ritirare il pettorale. Riposo totale fino a sera, poi due passi in paese insieme a Giuseppe, mio inseparabile compagno di spedizioni ciclistiche.
Sabato: come mia tradizione, non esco mai il giorno prima delle gare. Giuseppe va a fare 30 km per far girare un po' le gambe, io lo seguo per qualche km in macchina e poi vado di nuovo al quartier generale della corsa per vedere se c'è qualche novità. Trovo la mitica maglia appena esposta:

Come al solito mi esalto nel vederla... Devo
assolutamente farla mia, domani
bisogna tornare in Italia con quella maglia in valigia!
L'adrenalina inizia a salire, il pomeriggio trascorre molto lentamente. Inizio a preparare l'abbigliamento per la battaglia: non serve portarsi la roba invernale e gli antipioggia, domani ci sarà da cuocere!

Prima di cena do un'occhiata finale alla bici, sembra che tutto vada alla perfezione.
Purtroppo l'albergo è mediocre e si mangia davvero male... Mi rifilano roba che proprio non sa di niente, perfino il dolce è uno scempio!
E così arriva la sera, alle 9 è già tempo di mettersi in pigiama e puntare la sveglia per le 4. Sono carico come poche altre volte, sono sicuro di fare una grande prova e non ho nessuna preoccupazione: ascolto un po' di musica e mi addormento intorno alle 10.
Domenica! Suona la sveglia puntuale (con una "dolce" melodia: "Dirty" dei Korn...

) e fin da subito mi sento davvero brillante e per niente stanco. Colazione abbondante e poi vestizione, alle 5.45 esco dall'albergo e mi reco in griglia di partenza con Giuseppe. E' notte...

La gente a bordo strada è numerosissima, si sente davvero molto calore da parte del pubblico! Controllo che il cardio sia a posto e accendo il mio Polar: ci siamo...
Due minuti al via. Mi levo la giacca e rimango in maniche corte: scelta abbastanza coraggiosa ma non fa neanche così freddo e poi voglio essere subito pronto per l'attacco della prima salita, il Kuhtai.
Colpo di cannone! Si parte.
Pronti via, andatura folle fin da subito. I primi 35 km sono in discesa, si va anche a 70 all'ora... Cerco di tenere le ruote di un gruppo tirato da belgi e olandesi, anche nei tratti di pianura si fanno i 60, è una cosa pazzesca. Giuseppe è alla mia ruota ma lo perdo ad un tornante, lui in discesa è decisamente più abile di me...

Così arriva il Kuhtai: è lunga, sono quasi 20 km molto duri. Il mio passo è ottimo, salgo con grande facilità e la vetta arriva in un batter d'occhio. Mi prendono la splendida foto con la bimba e poi dopo un veloce ristoro mi lancio in discesa verso Innsbruck. Si vola a 70-80 orari, qualcuno va anche a 110...
Arriva l'attacco del Brennero, mi ritrovo in un gruppone dove i tedeschi fanno un ritmo dannato: voglio tenere le ruote, con loro arriverò al confine in un attimo! Si sale fortissimo, il Brennero non è duro ma sono 39km di salitelle e falsipiani, ci vuole tanto ritmo e concentrazione. Tengo facilmente il mio gruppo e arrivo alla frontiera in poco più di un'ora e 20 minuti. Stiamo per entrare in Italia, qui inizia la vera Oetztaler, quella più crudele...
Mega ristoro sul Brennero e discesona verso Vipiteno. Da lì si attacca una brutta bestia, il Passo Giovo.
Il cielo è velato, siccome odio il sole e il caldo per me le condizioni sono ideali: così attacco la salita a tutto gas insieme a due olandesi. Saliamo veramente come dei missili, mi sembra di essere in autostrada in corsia di sorpasso! Poco prima della cima ritrovo Giuseppe, letteralmente alla deriva... Dice di essere in crisi di fame, in effetti ha una pedalata che non è da lui. Lo aspetto al ristoro del Giovo, mangio qualcosa e poi ci ributtiamo in discesa verso S.Leonardo in Passiria.
Qui inizia il mostro, il Rombo... Impietoso il Polar: 180km fatti, 58 all'arrivo. Solden è lì dietro ma... Bisogna sputare sangue per quei 29 maledetti km di salita... Il sole si fa largo fra le nuvole e il caldo diventa opprimente. La mia azione ne risente un po': grondo di sudore e ho una sete che berrei 15 borracce senza interruzione. Giuseppe si è avvantaggiato in discesa e nei primi km del Rombo non riesco a raggiungerlo. Il tempo sembra fermarsi, qui si fa davvero fatica... Finalmente arriva il ristoro di Schonau, siamo oltre la metà della salita. Ritrovo Giuseppe, beviamo un po' e poi ripartiamo insieme. Salendo sugli ultimi, bestiali, tornanti del mostro, parlottiamo un po' per non pensare alla fatica e pianifichiamo un arrivo insieme a braccia alzate. Sarebbe davvero bello! Per lui è la prima volta, non è ancora così sicuro che sia fatta ma effettivamente ormai manca proprio poco!

Conquistiamo il Rombo e ci lanciamo in discesa verso Obergurgl e Solden: bisogna ancora soffrire sui 2 km al 10% dello strappo della dogana... Ma si supera anche questa difficoltà e si può pensare al traguardo!
Giù con prudenza, non si può compromettere tutto con una caduta stupida...
Eccoci a Solden! La folla è davvero incredibile, mi tengo sulla destra per gustare tutti gli applausi e le urla di incitamento: questo pubblico è speciale, fin da stamattina sento applausi e "bravo!" "super!", è molto emozionante... Ultimo km, 500m, ultima curva: lo speaker pronuncia i nostri nomi, la linea del traguardo è nostra! Braccia al cielo!
E' fatta. E' stata quasi troppo facile, mi aspettavo di andare bene ma non fino a questo punto... 10 ore e 34 minuti, ho limato "solo" 1h e 20 dal mio tempo del 2006...

Sapevo che la mia condizione era eccezionale e temevo solo una foratura o un guasto meccanico, solo quelli potevano appiedarmi...

All'arrivo, riconsegnamo i chip per il cronometraggio e ci viene dato il buono per ritirare la mitica maglia!

Ed eccola nella camera dell'albergo!

Che dire, fin da gennaio pensavo a questa Oetztaler... Ero super motivato, volevo a tutti i costi il bis e anche quando a luglio le cose sembravano precipitare (10 ore per finire la granfondo Pinarello, non dico altro) ho creduto ugualmente alla conquista della seconda maglia. Ho sofferto tantissimo per ritrovare la forma, tantissimo... Alla fine però la mia testa dura ha avuto la meglio e mi sono ritrovato con questa condizione spaziale, che mi ha permesso di terminare la gara più dura con una facilità sorprendente...

E' un po' triste disfare la valigia, ora che tutto si è concluso: bisognerà aspettare 12 mesi per essere di nuovo su quel vialone, possibilmente ancora a braccia alzate...
